Il volo a vela

Il volo di un aliante non dipende da un motore, in determinate condizioni meteorologiche il cielo si riempie di energia, un’energia invisibile che solo il volo velista, grazie alla sua esperienza e alla sua conoscenza, può percepire e sfruttare per librarsi nell’aria per delle ore, salire e volare per centinaia di chilometri, senza atterrare.

Grazie al sole che scalda il suolo e a determinate condizioni di temperatura, si genera la termica, la più frequente corrente ascensionale, che diventa sempre più forte con lo scorrere della giornata. Per sfruttarla al meglio, il pilota deve volare delle spirali, alternando salite con delle lunghe planate egli può così volare per oltre 500km. La termica, pur essendo la fonte energetica più frequente, ha una durata limitata. Nelle giornate buone il ciclo termico arriva a durare dalle sette alle otto ore e termina molto spesso con un temporale.

In determinate condizioni di pressione, ovvero quando a sud delle Alpi c’è una zona depressionaria e a nord una zona di alta pressione. Il vento scorre sulle Alpi da nord a sud con forte intensità, questo fenomeno viene chiamato favonio. Il forte vento genera due correnti ascensionali: l’onda e la dinamica. Queste due forze possono durare dall’alba al tramonto e nelle giornate favorevoli con la loro forza estrema permettono di volare anche per più di 800km. Si creano quando, un vento forte proveniente da nord, colpisce una catena montuosa. Non potendo evitare le montagne e non potendo passargli attraverso, il vento è costretto a salire sui costoni esposti a nord. La differenza tra dinamica e onda sta nella vicinanza con il pendio, la dinamica difatti si genera adiacente al pendio, mentre l’onda resta ad una quota più alta e permette al pilota di compiere risalite fino a 6000m e oltre.

Il volo a vela diventa uno sport quando si decolla non solo per ammirare il paesaggio, ma anche con determinati obbiettivi che possono riguardare la velocità o la distanza. Il pilota, grazie all’analisi accurata delle previsioni meteo, conosce in anticipo come sfruttare al meglio una giornata di volo. Si decide quali zone sorvolare, a che ora decollare e se eseguire una task, ovvero un percorso impostato sul GPS prima della partenza.

Nei voli di distanza l’obbiettivo principale è quello di compiere la maggiore distanza possibile durante la giornata. A sud delle Alpi, durante le giornate buone, si possono volare tra i 500km e i 700km, con velocità medie che variano tra gli 80km/h e i 100km/h, a dipendenza dell’aliante con cui si vola e del suo carico alare. Il carico alare può venire aumentato caricando della zavorra d’acqua, con un carico alare maggiore si può volare più veloce e quindi più lontano. Nei voli di velocità, che nella maggior parte dei casi si fanno nelle gare, l’obbiettivo primario è quello di volare più veloce possibile rispetto agli avversari. Solitamente viene assegnata una task dall’organizzatore, che tutti i piloti devono completare. Il pilota che aggira tutti i punti di virata nel minor tempo possibile, vince.