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La nuova avventura

Tutto è cominciato a inizio Agosto. Mi sarebbe veramente piaciuto venire a Rieti per ritrovare gli amici italiani e per volare sopra il centro Italia, ma ho avuto l’occasione di partecipare alla “competizione” più importante della mia vita, qualificarmi è stata dura, diversi step di selezione tra cui controlli medici e accertamenti psicologici, ma adesso ero li con davanti una turbina e un elica a lottare con tutte le mie capacità, per garantirmi un posto tra i migliori che avrebbero potuto continuare a seguire il loro sogno, e a far decollare la loro carriera come pilota militare. Dopo sei settimane di volo sul PC7, dove ho potuto scoprire nuovi punti di vista e testare i miei limiti fisici è arrivata la risposta che aspettavo da una vita.

Volare per me è sempre stata una vocazione, la motivazione che mi spinge a restare per aria e per me inspiegabile e difficile da far capire a chi mi circonda. Non ho mai ricercato dei motivi per giustificare gli obbiettivi che mi ponevo e il loro raggiungimento.

La fortuna è un talento che incontra un opportunità. Dieci anni fa è cominciata ufficialmente la passione per l’aviazione militare, non volevo perdere il treno grigio verde, sapevo di avere solo una possibilità per riuscire a entrare nella scuola e sapevo che essere tra i migliori sarebbe stato difficile. Il mio lavoro di preparazione durato anni ogni tanto viene ridicolizzato da alcuni, eppure mi ha permesso di fare grandi cose. Il volo a vela doveva essere solo una fase di transizione, ma la fiammetta iniziale e poi diventata un vero fuoco, come poter smettere dopo aver provato tutte quelle sensazioni e dopo aver cominciato a superare i primi obbiettivi.

Sono sempre stato circondato da persone pro e contro di me, vi ringrazio tutti, ma specialmente ringrazio i contro che in tutti questi anni di volo mi hanno spesso detto: “tu non ce la farai”. Loro mi hanno reso più aggressivo e mi hanno spinto a lavorare ancora più duramente, permettendomi di ottenere dei magnifici risultati, non solo per quanto riguarda la selezione militare, ma soprattutto per quanto riguarda il volo a vela. Se il mio successo fosse stato realmente un loro obbiettivo, non lo si saprà mai, comunque ho deciso di metterci definitivamente una pietra sopra.

Chi mi ha realmente forgiato sono stati i miei genitori, sono loro che mi educano da quando sono nato e che mi hanno messo letteralmente le ali, penso che per loro non sia stato facile avere un figlio, che a 18 anni poteva trovarsi ovunque meno che sulla terra. Loro non sono piloti purtroppo, il merito della rifinitura finale degli ultimi anni, è da dare a una cerchia relativamente ristretta di amici e conoscenti che mi hanno reso il pilota che sono.

Se il volo a vela è sempre stato la mia priorità assoluta, adesso dovrò investire oltre il 100% delle mie risorse nella scuola di volo militare, la passione resta sicuramente accesa. Volare libero come gli uccelli rappresenta qualcosa di simbolico per me, per quanto successo in passato, e per tutti gli obbiettivi raggiunti. Prenderò sicuramente il tempo per una qualche hot mission al weekend, la partecipazione alle competizione sarà però molto più limitata.

Grazie mille ancora per gli auguri e i complimenti, spero cari amici del cielo e non, di incontrarvi ancora tutti prima o poi.

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